«Fece costruire per sé una casa che dal Palatino andava fino all'Esquilino, dapprima la chiamò “transitoria”, poi, quando un incendio la distrusse, la fece ricostruire e la chiamò “aurea” e (...) - alla fine dei lavori disse - “Finalmente comincerò ad abitare come un uomo!”». Queste le parole di Svetonio che testimoniano l'amore per l'opulenza e, soprattutto, per il bello da parte dell'imperatore Nerone a cui la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Roma dedica una mostra.
L'esposizione (aperta al pubblico dal 12 aprile al 18 settembre), si caratterizza come un percorso nei luoghi neroniani tra il Palatino ed il Colosseo. Cinque sono le tappe che racconteranno la storia dell'eccentrico imperatore: La Curia Iulia con una sezione dedicata ai ritratti della famiglia, il Tempio di Romolo con una ricostruzione storica dei film che ne hanno tramandato il mito. Il lusso sempre ostentato è il tema affrontato nel Criptoportico neroniano e nel Museo del Palatino dove affreschi e marmi policromi raccontantano la magnificenza della Domus Aurea “ricostruita” virtualmente per l'occasione in un video. La passeggiata si conclude nel secondo anello del Colosseo con il grande incendio del 64 d.C. documentato visivamente dalle bruciature di un cancello proveniente dagli scavi di Clementina Panella della Sapienza, e l'inaugurazione della tanto agognata Domus Aurea. Durante la visita sarà possibile osservare sezioni della Domus Tiberiana, dove visse con il patrigno Claudio, e presso la Vigna Barberini, parte della sala da pranzo girevole, citata da Svetonio, la “Coenatio rotunda”, entrambe ancora oggetto di scavo.
La mostra curata da Maria Antonietta Tomei e Rossella Rea riunisce circa 200 opere che vanno dalla staturia ai reperti riportati alla luce di recente, passando per affreschi e dipinti.
La storiografia ha sempre tramandato l'immagine di un imperatore maledetto, omicida, pazzo, questa mostra, attraverso gli studi effettuati sugli scavi che hanno riportato alla luce parte degli edifici in cui ha abitato, vuole documentare l'immagine di un sovrano, che nonostante le numerose colpe (non più di tanti altri) è stato un uomo illuminato, carismatico promotore della poesia e delle arti e, secondo quanto ricorda Bonaparte, amato dal popolo «perchè opprimeva i grandi, ma era lieve con i piccoli». Fu infatti lui ad introdurre una “patrimoniale” che andava a colpire i senatori, dal censo più elevato, e questo causerà l'odio della classe politica nei suoi confronti, ma non amava la guerra, come i suoi predecessori, e dal momento che non fece campagne di conquista adottò questa metodo per trovare il necessario in casa. Era un imperatore pacifista e fu un grande urbanista che, dopo l'incendio del 64 d.C., a lui falsamente imputato dal momento che si trovava ad Anzio quando tutto ebbe inizio, ha avviato una politica di ricostruzione della città dal 64 al 68 d.C.. Conflittuali i rapporti con le donne della sua famiglia, l'amore folle per Poppea che lo porterà a ripudiare la prima moglie impostagli dalla madre, la sorellastra Ottavia, che culmineranno nel crimine più grave dell'uomo, il matricidio.
Una mostra con la quale Nerone torna a far parlare di sé e che testimonia l'immortalità raggiunta dall' “oscuro - illuminato” sovrano.
Nerone
dal 12 aprile al 18 settembre
Foro Romano, Palatino e Colosseo.
Ingresso 12 euro
Orario: tutti i giorni dalle 8,30 al tramonto.
Informazioni 0639967700
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