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servizio di Francesca Venturini


Michelangelo Architetto a Roma

Nella celebre piazza a cui dette i natali, all’interno dei musei Capitolini, Michelangelo “torna” a Roma nell’esclusiva veste di architetto nella mostra monografica: Michelangelo architetto a Roma, curata da Pina Ragionieri e Mauro Mussolin. L’incipit del racconto non poteva che essere dettato dalla “tragedia della sepoltura”, quella tomba di Giulio II che rappresentò il motivo della chiamata a Roma e l’inizio del primo soggiorno romano di Michelangelo (1505 – 1516). In questa prima sezione incontriamo un sublime Studio per la Statua di Giulio II sorretta da due angeli. Altro “gioiello”, proveniente dall’ Archivio Buonarroti di Firenze, è il celebre Sonetto autografo con l’autoritratto nell’atto di dipingere la volta della cappella Sistina, 1508-1512. Le 17 sezioni ospitano 105 opere che tracciano il profilo di Michelangelo architetto a Roma, nei due importanti periodi nei quali vi operò, dal 1505 al 1516 e dal 1534 fino all’anno della sua morte nel 1564. Cuore e fulcro dell’esposizioni sono i disegni provenienti dalla collezione di Casa Buonarroti che conserva il maggior numero al mondo di bozzetti, studi e progetti architettonici realizzati dal maestro. Afferma Mussolin: “come architetto Michelangelo ha stabilito una cosa importante e assai innovativa, l’elaborazione del modello, in creta o terracotta come fase iniziale del suo lavoro”. Questo a dimostrazione di quanto l’artista sia profondamente scultore anche quanto fa architettura. Tra gli argomenti trattati nelle sale: lo studio dall’antico e dai monumenti romani documentato nelle copie, eseguite dal maestro, del celebre taccuino cinquecentesco denominato Codice Corner, dove erano ritratte le rovine e le architetture romane, e i vari progetti per il Vaticano, San Giovanni dei Fiorentini, Palazzo Farnese, Porta Pia.
Non potevano mancare i progetti per la Piazza del Campidoglio, commissionata da papa Paolo III, dove, al centro dell’inusuale pianta trapezoidale, decide di collocare la statua di Marco Aurelio come simbolo della continuità tra la Roma antica e quella dei Papi. Collocando l’opera al centro Michelangelo si discosta dalla tradizione classica che delimitava con le statue il perimetro del foro e crea un nuovo modello di statuaria, reinterpretando l’antico secondo i propri canoni stilistici.
A conclusione del percorso espositivo è lo stesso Michelangelo, scolpito da Daniele da Volterra, a salutare il visitatore invitandolo a continuare il viaggio nella “Roma scolpita” dalla mano del genio. Musei Capitolini Dal 6 Ottobre al 7 febbraio


Servizio di Francesca Venturini


10/11/2009


A cura della redazione di Monti TV Testata Giornalistica reg. Tribunale di Roma n° 433/2005 del 8/11/2005 Monti TV www.montitv.it info@montitv.it 066784526 Via del garofano, 1 - 00184 Roma



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